giovedì 23 giugno 2011

testo critico catalogo RITRATTI 2009 - di Massimo Moretti

SANTOSUOSSO. L’ANOMALIA BORGHESE


Lucido, analitico, solido, eclettico, anticipatore, barocco, visionario, virtuoso, poliedrico, vibrante, evocativo.

Difficile contenere il genio di Santosuosso nei confini di una aggettivazione.
La sua opera è attraversata da una complessa geometria di intenti, da un’articolata percezione della realtà che lo spinge ogni volta a reinventarsi affrontando contenuti e atteggiamenti pittorici differenti.

Una delle costanti più significative della sua produzione è la vocazione per il ritratto, una passione che lo accompagna fin dai suoi esordi e lo porta oggi ad essere considerato fra i primi ritrattisti documentati della sua generazione.

Una presenza, quella del ritratto, che troviamo persino nelle sue personali dedicate alle architetture e ai paesaggi urbani dove proprio per contrasto di contenuti assume un ruolo incisivo, come una sorta di attenta testimonianza del suo agire pittorico.

E testimoni attenti lo sono più che mai in questa ultima personale, concepita come progetto unitario di mostra e libro, interamente dedicata al ritratto, in cui Santosuosso in una sorta di riflessione esistenziale, di lucida confessione, ha chiamato a raccolta, riunito e reinterpretato le figure che hanno rappresentato la sua etnia e la sua anima.

Un’anima borghese dove per borghese si intende soprattutto un atteggiamento pittorico, un modo di sentire e raccontare; un mondo raccontato attraverso una pittura che si svincola dalla retorica dei macro contenuti e torna alla persona per ricostruirne la storia attraverso i dettagli che ne costituiscono lo scenario.

E qui entriamo in un secondo livello di lettura della personale, il sociale, che Santosuosso affronta raccontando il suo mondo, la sua idea di società, quel contesto metropolitano milanese profondamente borghese che legge attraverso i suoi tic, i suoi valori, la sua capacità di generare il “diverso” anche nell’omogeneità di un’etnia.

Un momento di profonda riflessione sociale che si rispecchia negli aspetti tecnico-formali, il terzo livello di lettura, che ruotano attorno alla domanda di come sia possibile fare ritratto attraverso la pittura, di quale sia il senso della pittura nel ritratto.

La risposta è nell’attualità dei suoi quadri, nella loro evocatività, in quel senso di contemporaneo che trasmettono personaggi vivi, intensi, verticali, assurdamente veri e presenti, per raccontare i quali viene abbandonata la ricerca formale ma scelti differenti atteggiamenti pittorici coerenti con il loro vissuto e il racconto che chiedevano a Santosuosso di scrivere per loro.


Massimo Moretti

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